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| Tutto il mondo della televisione digitale terrestre e IpTV | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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(ASCA) - Roma, 12 dic - 30 novembre 2012: questa la data fissata nel ddl Gentiloni per il cosiddetto switch off: il passaggio dal sistema analogico televisivo al digitale terrestre. Come arrivarci? Come gestire la fase di transizione? Quali contenuti proporre, quali investimenti realizzare? A queste e ad altre domande ha cercato di dare risposte l'ultima sessione della ''tavola rotonda con l'autorita' per le garanzie nelle comunicazioni'', tenutasi oggi a palazzo Marini. Intanto, va premesso che sul digitale qualcosa di concreto negli ultimi tempi si e' fatto. In finanziaria sono previsti incentivi di 200 euro per l'acquisto di apparecchi tv dotati di sintonizzatore digitale integrato; l'Agcom ha approvato una delibera per l'allocazione agli operatori alternativi del 40% della capacita' trasmissiva di Rai, Mediaset e TI Media per favorire il pluralismo e accelerare la transizione al Dtt; la Rai, con il consigliere di amministrazione Carlo Rognoni, ha proposto la creazione di un operatore unico di rete che avra' la possibilita' di disporre di un enorme patrimonio di frequenze. Tuttavia, tutto questo non e' ancora sufficiente per arrivare preparati al 2012 (tenendo peraltro presente che la Francia con il voto del Senato di 20 giorni fa ha anticipato al 30 novembre 2011 lo switch off). ''Il 30 novembre 2012 - ha detto Pietro De Chiara, presidente di DGTVi - rischia di essere una data fantasiosa se non si definisce il percorso di come arrivarci. Nel 2007 la sperimentazione del digitale verra' avviata in Sardegna e in Val d'Aosta ed anche Bolzano ha chiesto di anticipare lo spegnimento dell'analogico. Ma nei tre anni successivi dovremo avviare la sperimentazione per blocchi di popolazione di almeno 4-5 milioni di unita' all'anno. L'obiettivo e' avere tra 6 anni 40-50 milioni di decoder o televisori integrati. Se si arriva solo con l'annuncio del 2012 si trattera' di una data di bandiera ma senza la possibilita' di essere veramente operativi''. Per De Chiara, inoltre, e' evidente che spettera' alla Rai essere ''la locomotiva di questo processo. Il servizio pubblico dovra' alzare la qualita' dell'offerta ed il numero dei canali: cosa che finora non ha fatto per un problema di finanziamento''. Proprio questo e' il punto. Luca Balestrieri, vice presidente Rainet, ha infatti sottolineato che ''non ci sono le minime garanzie per un ritorno degli investimenti nella fase di transizione. E se ci sara' rientro lo sara' solo nel lungo termine e a switch off completo''. Poi, ha aggiunto, c'e' un problema di ''debolezza dell'offerta''. Figlia, a suo giudizio, della ''crisi qualitativa e di ascolti della tv generalista che risiede nell'esaurimento di un certo modello culturale''. Per questo, ha detto, serve ''una spinta innovativa'', un cambio di marcia che si deve basare sulle multipiattaforme. Preoccupazioni sono state espresse anche dall'emittenza locale. Il coordinatore dell'Aeranti-Corallo, Marco Rossignoli, ha rilevato come il digitale era stato accolto con favore dalle tv locali perche' ''oltre al business tradizionale c'era la possibilita' di diffondere servizi interattivi e multimediali all'utenza''. I timori di oggi, ha indicato, sono che gli attuali 4 milioni di decoder sono ''un numero significativo ma lontano dall'obiettivo dei 50 milioni al 2012''; che nella fase di transizione bisogna trasmettere in ''simulcast'', cioe sia in analogico che in digitale ma ''servono canali doppi che non ci sono''; che il t-government (i servizi multimediali offerti dalla PA) non decolla. Infine, c'e' il problema informativo. Non tutti ancora, secondo un rapporto della Fondazione Universita' Iulm, sa esattamente cosa sia il digitale terrestre. Lo ignorano, per la precisione, il 25% degli intervistati mentre quasi il 10% e' incerto su come definirlo. Anche se il 60% afferma di esserne a conoscenza. Tuttavia per il 54% degli italiani la comunicazione istituzionale sul Dtt e' insufficente ed il 44% assegna lo stesso giudizio negativo all'informazione fornita dagli operatori commerciali. Insomma, il 2012 non e' proprio dietro l'angolo ma non bisogna attardarsi per arrivarci preparati. Come ha affermato recentemente il presidente dell'Agcom, Corrado Calabro', ''il digitale non e' una prospettiva lontana. E' un domani che si invera nell'oggi. Ma non si improvvisano palinsensti e programmi adatti al digitale. Bisogna prepararsi per tempo. Anzi occorreva essere gia' pronti''. Fonte: MyTech Leggi altre notizie sullo stesso argomento: SWITCH OFF DIGITALE >>> ANNUNCI DIGITALE TERRESTRE >>> NORMATIVE DIGITALE TERRESTRE >>> |
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