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''E' senza dubbio positivo che l'idea di un canale digitale terrestre sulle tematiche del lavoro, che il ministro Damiano propone di inserire direttamente nel contratto di servizio governo-Rai in via di definizione, abbia ricevuto consensi da ogni parte, compresi il mondo sindacale e lo stesso presidente della Commissione di vigilanza Landolfi. E' una cosa che si puo' e si deve fare''. Lo afferma in una nota il consigliere d'amministrazione della Rai Sandro Curzi. ''Ma credo -aggiunge- che, piu' in generale, la rottura del silenzio e dell'opacita' sulle tematiche, sulla drammaticita', sulle urgenze e sulle necessita' anche di servizio che contraddistinguono oggi nel nostro Paese il mondo del lavoro rappresenti un dovere strategico per la Rai e un'opzione che deve informare di se tutto il palinsesto, insieme ovviamente ad altre problematiche culturali, sociali ed economiche oggi offuscate da una programmazione prevalentemente distante dai problemi reali e dalle sensibilita' della collettivita' nazionale''. ''Anche da questo punto di vista -sottolinea Curzi- si e' assistito, dalla nascita della tv commerciale in poi, ad una progressiva e devastante perdita di identita' e di valori da parte del servizio pubblico. La stessa Rai piu' antica, quella che operava in monopolio, proprio sul tema del lavoro, pur controverso e fonte di scontri anche feroci in quei tempi, mostrava una forte e dignitosa attenzione, anche con trasmissioni specializzate e inchieste di grande impatto sociale quale 'Turno C' e 'La donna che lavora'''. ''Ora -dice Curzi- bisogna finalmente reagire. Si metta subito in cantiere il canale tematico. Ma si torni a parlare, in tutte le trasmissioni che lo consentono e lo richiederebbero, su tutte le reti, in tutti i generi che pretendono di rappresentare la societa' reale - informazione, approfondimento, intrattenimento, fiction, ecc. - di occupazione, di disoccupazione, di mercato del lavoro, di nuove professionalita', di contratti, di offerte di lavoro, di tutela della salute e dell'ambiente di lavoro, di sfruttamento, di prevenzione degli infortuni, dell'utilizzazione degli immigrati, del ruolo professionale della donna, delle stesse condizioni di lavoro in altri Paesi nostri concorrenti commerciali e industriali''. ''Un compito -prosegue- che riguarda il governo e la dirigenza Rai in sede di definizione del contratto di servizio. Ma che investe direttamente e subito la responsabilita' del consiglio di amministrazione, della direzione generale e delle direzioni di rete e di testata. Mi auguro che, anche sulla spinta della proposta di Damiano e delle ultime, gravi tragedie sul lavoro, tutti aprano finalmente gli occhi e facciano cio' che e' in loro potere e dovere per dare un senso alla mission del servizio pubblico, e alla propria personale professionalita' e al proprio lavoro'', conclude Curzi. Fonte: Alice Notizie Leggi altre notizie sullo stesso argomento: PROGRAMMI SU DIGITALE TERRESTRE >>> SERVIZI DIGITALE TERRESTRE >>> PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SU DIGITALE TERRESTRE >>> |
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