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Continua lo scontro tra i poli dopo il varo, ieri a Palazzo Chigi, del ddl Gentiloni sulla riforma del settore radiotelevisivo . A Berlusconi, che aveva parlato di "atto di banditismo" in relazione all'ipotesi di trasferire sul digitale una rete Mediaset e una Rai, oggi ha risposto - tra gli altri - anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti. ''Mi pare evidente - ha aggiunto il presidente della Camera - che stavamo e siamo in una situazione del tutto anomala e l'esigenza di una legge che introducesse, di fronte ad un grande passaggio tecnologico, una riorganizzazione del settore in mondo da renderlo coerente con gli altri Paesi europei sia una esigenza giusta''. Il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni afferma che sara' la Rai a decidere quale rete sara' destinata a migrare per prima sul digitale terrestre entro 15 mesi dall'approvazione della legge di riforma del sistema tv varata ieri dal Consiglio dei Ministri. "Sono decisioni che spettano all'azienda". "Il Governo ha chiaramente intenzione di destinare buona parte delle risorse previste in finanziaria per incentivare il passaggio al digitale terrestre, al sostegno alla Rai nella necessita' di assicurare la copertura da servizio universale nella nuova tecnologia, in particolare di fronte alla migrazione anticipata di una delle sue reti sul digitale". Lo ha sottolineato il ministro delle Comunicazioni Secondo l'ex ministro Gasparri, autore del precedente provvedimento di riforma, ''alcuni aspetti del ddl Gentiloni sono una chiara ritorsione verso Mediaset e non vanno verso la crescita. Se Berlusconi non fosse sceso in politica, le cose sarebbero andate diversamente". Il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione sostiene che "non e' pensabile che l'opposizione sia il partito di Mediaset, che gli interessi di Mediaset siano il perno attorno al quale gira l'azione politica della coalizione". "Da parte di Mediaset - aggiunge - ho letto questa mattina alcuni accenti, per esempio da parte di Confalonieri, che se venissero confermati mi troverebbero in totale disaccordo". Intanto Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Fi, annuncia che fara' lo sciopero della fame "a difesa dei diritti" e contro "gli strappi alle regole fondamentali dela democrazia". IL DDL GENTILONI - Questi i punti fondanti del ''disegno di legge che dispone una nuova disciplina nel settore televisivo nella fase di transizione alla tecnologia digitale'', approvato ieri all'unanimita' dal Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. GLI OBIETTIVI - Primo obiettivo aprire il mercato delle risorse pubblicitarie e delle frequenze. Secondo obiettivo fissare un quadro di regole per il passaggio alla tv digitale dal 30 novembre del 2012, per dare certezza al mercato con queste regole per dtt e per la banda larga. Terzo intervenire per dare certezze e garanzie sulle rilevazioni degli indici di ascolto. Quarto rimuovere elementi della legge 112 che sono superati, ovvero il Sic e la privatizzazione Rai. Cosi' lo stesso Ministro ha sintetizzato il testo. NUOVI TETTI ANTITRUST - Scompaiono i limiti della Gasparri (20% dei ricavi del Sic, che scendeva al 10% per Telecom), e viene introdotto un nuovo limite alle risorse pubblicitarie. Si parla del 45%, che attualmente e' gia' ampiamente superato da Mediaset che ha una quota del 66,38%, mentre la Rai e' al 28,79% e La 7 al 2,11%. Chi sfora pero' non avra' sanzioni ma dovra' diminuire la quota di pubblicita' trasmessa in un ora di programmazione, dall'attuale 18% (per le tv commerciali, mentre la Rai e' al 12%) al 16%. ''Si tratta di una misura che ha un evidentissimo effetto redistributivo - commenta Gentiloni - in linea con l'obiettivo virtuoso che la riforma si propone''. PASSAGGIO AL DIGITALE TERRESTRE - La data del definitivo addio alla tv analogica e' fissato dalla legge al 30 novembre del 2012. Prima di allora pero', e cioe' entro 15 mesi dall'approvazione della riforma (quindi non prima del 2009) Rai e Mediaset, cioe' le emittenti che hanno tre reti in analogico, dovranno trasferirne una sul digitale terrestre. Questo consentira' di liberare frequenze perche' per trasmettere in digitale se ne occupano meno. ''Questa misura viene incontro alle sollecitazioni decennali della Corte Costituzionale, promuove la transizione ed e' realistica. Non e' una misura puntiva'', ha detto Gentiloni. Fonte: ANSA Leggi altre notizie sullo stesso argomento: NORMATIVE DIGITALE TERRESTRE >>> MERCATO DIGITALE TERRESTRE >>> ANNUNCI DIGITALE TERRESTRE >>> |
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